1 Maggio 2025

PIEMONTE SCINTILLANTI VETTE

Sono partito da Brescia con la mia Jaguar XK 140 FHC del 1956 per affrontare un lungo viaggio e partecipare allo splendido raduno “Piemonte Scintillanti Vette”, organizzato dall’Historic Racing Club Fascia d’Oro di Montichiari. Si tratta di un sodalizio molto affiatato, guidato dal presidente Emanuele Prignacca, che dedica sempre grande cura e attenzione all’organizzazione dei raduni.

Il suo obiettivo è accompagnare i soci in eventi turistico-culturali che permettano di approfondire la conoscenza dei territori visitati: la loro cultura, le tradizioni, le specialità enogastronomiche e i paesaggi mozzafiato.

A lui e a tutto il suo staff rivolgo un sentito ringraziamento per questo meraviglioso viaggio tra le scintillanti vette piemontesi.

Un Viaggio Fra Le Scintillanti Vette Piemontesi — Diario Emotivo

Quando sono partito da Brescia, al volante della mia Jaguar XK 140 FHC del 1956, già sentivo il cuore accelerare. Non era solo una partenza su quattro ruote antiche: era l’inizio di un viaggio che univa la passione per l’automobile con il fascino antico del Piemonte.

Giorno 1 – 1° Maggio: Torino industriale e magica

Arrivare a Torino con la mia vecchia Jaguar è stato come attraversare un ponte nel tempo. L’hotel DoubleTree by Hilton Turin Lingotto, ricavato dall’ex stabilimento FIAT, mi ha accolto con la sua maestosità industriale. Immagina il rombo del motore della mia auto che riecheggia in un luogo che un tempo era pieno di vita operaia — un contrasto struggente ma affascinante. La struttura è stata trasformata da Renzo Piano, e quel circuito di prova sul tetto del Lingotto, immortalato nel celebre film “Colpo all’italiana”, mi ha fatto venire i brividi.

Dopo un caffè rapido in hotel, siamo andati al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile. Camminare tra quelle auto storiche è stato un vero pellegrinaggio: ogni curva di carrozzeria raccontava una storia, ogni motore spento sussurrava ricordi. La visita guidata al Centro di Restauro mi ha fatto sentire parte di una comunità che ama, protegge e onora queste macchine d’epoca. Il MAUTO ospita oltre 200 vetture di 80 marche diverse.

La sera, la cena in hotel si è trasformata in un momento di condivisione profonda: con gli altri soci dell’Historic Racing Club Fascia d’Oro, abbiamo brindato alla nostra passione e alla bellezza del raduno che ci aspettava. Poi è arrivato il tour di Torino Magica, una camminata sotto le luci della città, con leggende esoteriche, simbolismi misteriosi e scorci segreti. In quelle ore, Torino mi ha rivelato un’anima che non avevo mai visto.

Giorno 2 – 2 Maggio: Il Monviso e le Sorgenti del Po

La mattina dopo, l’aria era frizzante e piena di promesse. Dopo una colazione energica, siamo partiti per il Centro Storico FIAT, in un edificio liberty che racchiude la memoria dell’industria automobilistica torinese. Ho sentito un senso di orgoglio e umiltà nello stesso momento: guardavo antichi progetti, documenti, disegni, e pensavo a quanto fosse complicato il percorso di chi ha creato queste icone.

Poi la strada si è alzata e il panorama ha rapidamente cambiato volto: dalle vie cittadine di Torino siamo saliti verso le montagne. Attraversare le valli, respirare l’aria sottile e vedere l’imponente sagoma del Monviso in lontananza mi ha fatto provare un’emozione pura. Quando siamo arrivati a Pian del Re, il luogo dove sgorgano le Sorgenti del Po, ho parcheggiato la Jaguar e sono sceso per contemplare quel punto magico. Le sorgenti si trovano a 2.020 metri di altitudine, un pianoro silenzioso dove l’acqua appare tra le rocce, quasi timidamente.

In quel momento, seduto su una roccia, lanciai un sospiro di meraviglia: da lì nasce il fiume che attraverserà gran parte d’Italia. È stata una sensazione di umiltà di fronte alla natura, ma anche di potenza — il Po, il più lungo fiume italiano, ha il suo cuore proprio lì, in mezzo alle montagne.

Giorno 3 – 3 Maggio: Tra Vicoforte, Saluzzo e l’arte del Piemonte

La giornata è iniziata guidando lungo strade panoramiche, con la Jaguar che si tendeva felice tra curve e panorami montani. Il viaggio ci ha portato a Vicoforte, un borgo che pare uscito da una fiaba barocca. Qui sorge il Santuario Regina Montis Regalis, noto per la sua cupola ellittica, la più grande del mondo di questa forma.

Entrare nel santuario è stata un’esperienza quasi trascendente: la luce filtrava sulle pareti affrescate, gli affreschi stessi coprivano oltre 6.000 metri quadrati.

Dopo la visita, ci siamo diretti a Saluzzo, una città dal fascino medievale, con la sua fortezza e vicoli antichi. Nel pomeriggio ho potuto passeggiare, assaporare la storia delle sue mura, respirare il profumo dei fiori delle sue piazze. La cena all’Alter Hotel di Barge è stata un momento conviviale perfetto: abbiamo degustato specialità locali, ascoltato racconti di raduni passati e già sognato quelli futuri.

La serata si è chiusa con un aperitivo nella Collezione Luciano & C., una piccola gemma per appassionati di auto storiche, che celebra le automobili piemontesi attraverso pezzi raffinati. Poi, un’ultima cena al Ristorante Il Sigillo, in un borgo medievale, dove la cucina piemontese si è trasformata in arte gastronomica.

Giorno 4 – 4 Maggio: Castello, cavalleria e un congedo memorabile

L’ultimo giorno è arrivato con una luce dorata che sembrava voler trattenere per un po’ questa magia. La prima tappa è stata il Castello di Miradolo, una villa storica immersa nelle colline piemontesi, appartenuta ai Cacherano di Bricherasio. Camminare nei suoi giardini, tra architetture nobili, mi ha dato un senso di pace e gratitudine.

Poi, la Jaguar mi ha condotto a Pinerolo, dove si trova il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, uno dei più ricchi d’Europa nel suo genere. Vedere corazze, uniformi, storie di cavalleria mi ha riportato alla grande epopea militare e al simbolismo del cavallo e dell’onore. È stata una tappa che ha unito due mondi: quello della meccanica e quello della tradizione.

Per il pranzo, abbiamo scelto un posto speciale a Cercenasco, dove ho assaporato il Gran Fritto Misto alla Piemontese, un tripudio di sapori autentici. Ogni boccone era un addio lento a questa regione che mi aveva dato tanto. Quando ho riacceso il motore della mia Jaguar per rientrare, ho provato un misto di gioia e malinconia.

Sono partito da Brescia con la mia Jaguar XK 140 FHC del 1956 per affrontare un lungo viaggio e partecipare allo splendido raduno “Piemonte Scintillanti Vette”, organizzato dall’Historic Racing Club Fascia d’Oro di Montichiari. Si tratta di un sodalizio molto affiatato, guidato dal presidente Emanuele Prignacca, che dedica sempre grande cura e attenzione all’organizzazione dei raduni.

Il suo obiettivo è accompagnare i soci in eventi turistico-culturali che permettano di approfondire la conoscenza dei territori visitati: la loro cultura, le tradizioni, le specialità enogastronomiche e i paesaggi mozzafiato.

A lui e a tutto il suo staff rivolgo un sentito ringraziamento per questo meraviglioso viaggio tra le scintillanti vette piemontesi.

Un Viaggio Fra Le Scintillanti Vette Piemontesi — Diario Emotivo

Quando sono partito da Brescia, al volante della mia Jaguar XK 140 FHC del 1956, già sentivo il cuore accelerare. Non era solo una partenza su quattro ruote antiche: era l’inizio di un viaggio che univa la passione per l’automobile con il fascino antico del Piemonte.

Giorno 1 – 1° Maggio: Torino industriale e magica

Arrivare a Torino con la mia vecchia Jaguar è stato come attraversare un ponte nel tempo. L’hotel DoubleTree by Hilton Turin Lingotto, ricavato dall’ex stabilimento FIAT, mi ha accolto con la sua maestosità industriale. Immagina il rombo del motore della mia auto che riecheggia in un luogo che un tempo era pieno di vita operaia — un contrasto struggente ma affascinante. La struttura è stata trasformata da Renzo Piano, e quel circuito di prova sul tetto del Lingotto, immortalato nel celebre film “Colpo all’italiana”, mi ha fatto venire i brividi.

Dopo un caffè rapido in hotel, siamo andati al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile. Camminare tra quelle auto storiche è stato un vero pellegrinaggio: ogni curva di carrozzeria raccontava una storia, ogni motore spento sussurrava ricordi. La visita guidata al Centro di Restauro mi ha fatto sentire parte di una comunità che ama, protegge e onora queste macchine d’epoca. Il MAUTO ospita oltre 200 vetture di 80 marche diverse.

La sera, la cena in hotel si è trasformata in un momento di condivisione profonda: con gli altri soci dell’Historic Racing Club Fascia d’Oro, abbiamo brindato alla nostra passione e alla bellezza del raduno che ci aspettava. Poi è arrivato il tour di Torino Magica, una camminata sotto le luci della città, con leggende esoteriche, simbolismi misteriosi e scorci segreti. In quelle ore, Torino mi ha rivelato un’anima che non avevo mai visto.

Giorno 2 – 2 Maggio: Il Monviso e le Sorgenti del Po

La mattina dopo, l’aria era frizzante e piena di promesse. Dopo una colazione energica, siamo partiti per il Centro Storico FIAT, in un edificio liberty che racchiude la memoria dell’industria automobilistica torinese. Ho sentito un senso di orgoglio e umiltà nello stesso momento: guardavo antichi progetti, documenti, disegni, e pensavo a quanto fosse complicato il percorso di chi ha creato queste icone.

Poi la strada si è alzata e il panorama ha rapidamente cambiato volto: dalle vie cittadine di Torino siamo saliti verso le montagne. Attraversare le valli, respirare l’aria sottile e vedere l’imponente sagoma del Monviso in lontananza mi ha fatto provare un’emozione pura. Quando siamo arrivati a Pian del Re, il luogo dove sgorgano le Sorgenti del Po, ho parcheggiato la Jaguar e sono sceso per contemplare quel punto magico. Le sorgenti si trovano a 2.020 metri di altitudine, un pianoro silenzioso dove l’acqua appare tra le rocce, quasi timidamente.

In quel momento, seduto su una roccia, lanciai un sospiro di meraviglia: da lì nasce il fiume che attraverserà gran parte d’Italia. È stata una sensazione di umiltà di fronte alla natura, ma anche di potenza — il Po, il più lungo fiume italiano, ha il suo cuore proprio lì, in mezzo alle montagne.

Giorno 3 – 3 Maggio: Tra Vicoforte, Saluzzo e l’arte del Piemonte

La giornata è iniziata guidando lungo strade panoramiche, con la Jaguar che si tendeva felice tra curve e panorami montani. Il viaggio ci ha portato a Vicoforte, un borgo che pare uscito da una fiaba barocca. Qui sorge il Santuario Regina Montis Regalis, noto per la sua cupola ellittica, la più grande del mondo di questa forma.

Entrare nel santuario è stata un’esperienza quasi trascendente: la luce filtrava sulle pareti affrescate, gli affreschi stessi coprivano oltre 6.000 metri quadrati.

Dopo la visita, ci siamo diretti a Saluzzo, una città dal fascino medievale, con la sua fortezza e vicoli antichi. Nel pomeriggio ho potuto passeggiare, assaporare la storia delle sue mura, respirare il profumo dei fiori delle sue piazze. La cena all’Alter Hotel di Barge è stata un momento conviviale perfetto: abbiamo degustato specialità locali, ascoltato racconti di raduni passati e già sognato quelli futuri.

La serata si è chiusa con un aperitivo nella Collezione Luciano & C., una piccola gemma per appassionati di auto storiche, che celebra le automobili piemontesi attraverso pezzi raffinati. Poi, un’ultima cena al Ristorante Il Sigillo, in un borgo medievale, dove la cucina piemontese si è trasformata in arte gastronomica.

Giorno 4 – 4 Maggio: Castello, cavalleria e un congedo memorabile

L’ultimo giorno è arrivato con una luce dorata che sembrava voler trattenere per un po’ questa magia. La prima tappa è stata il Castello di Miradolo, una villa storica immersa nelle colline piemontesi, appartenuta ai Cacherano di Bricherasio. Camminare nei suoi giardini, tra architetture nobili, mi ha dato un senso di pace e gratitudine.

Poi, la Jaguar mi ha condotto a Pinerolo, dove si trova il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, uno dei più ricchi d’Europa nel suo genere. Vedere corazze, uniformi, storie di cavalleria mi ha riportato alla grande epopea militare e al simbolismo del cavallo e dell’onore. È stata una tappa che ha unito due mondi: quello della meccanica e quello della tradizione.

Per il pranzo, abbiamo scelto un posto speciale a Cercenasco, dove ho assaporato il Gran Fritto Misto alla Piemontese, un tripudio di sapori autentici. Ogni boccone era un addio lento a questa regione che mi aveva dato tanto. Quando ho riacceso il motore della mia Jaguar per rientrare, ho provato un misto di gioia e malinconia.

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