1959 AUSTIN HEALEY SPRITE EX FACTORY RALLY CAR

1959 AUSTIN HEALEY SPRITE EX FACTORY(works) RALLY CAR

AUSTIN HEALEY SPRITE (WORKS) ANNO 1959

FIA RACE car GT – 1E – GTP 1000
Restauro appena terminato, eseguito da specialista in auto classiche da competizione.

Importata in Italia nel 1980 da Luca Grandori, fu utilizzata in importanti competizioni per auto storiche  come “Mugello”, “Coppa Intereuropa” e  Donington1982 come pubblicato nel libro  “SPRIDGETS” scritto da Chris Harvey.

 

Progettata per utilizzo da competizione e stradale,la vettura è aggiornata alle norme in vigore per le competizioni.

  • Sono state utilizzate le ultime parti prodotte da P.May engineering e  MED engineering.
  • Carrozzeria Heritage in fiberglass
  • Cambio a 4 marce “RIBBED CASE
  • Scatola pedali OBP a triple pompe e gruppo di regolazione
  • Doppio circuito frenante
  • Serbatoio recupero sfiato olio
  • Coperchio valvole in alluminio
  • Tubazioni aeroquipe
  • Kit barra panhard
  • Barra stabilizzatrice anteriore
  • Bracci sospensioni regolabili e maggiorati
  • Boccole sospensioni in Nylatron
  • Freni a disco anteriori con pastiglie da competizione.
  • Radiatore di raffreddamento in alluminio
  • Radiatore dell’olio
  • Serbatoio da competizione
  • Pompa benzina Facet
  • Impianto di estinzione
  • Cinture di sicurezza omologate FIA
  • Albero a cammes Kent 544
  • Molle sospensioni anteriori da 400 libbre
  • Roll Bar omologato FIA
  • Sedili da corsa d’epoca
  • 4 ruote in lega R&R 5×13 con pneumatici semi slick omologati stradali
  • Carburatore Weber 45 DCOE
  • Volante da competizione con sgancio rapido

Una Austin Healey Sprite con tanta voglia di correre

Fonte: 30 December 2018 | di Paolo Mazzetti

Preparata dalla Austin Healey per vincere nei rally, nel corso della sua lunga carriera questa Sprite ha corso anche in pista e nelle cronoscalate. Dopo un passato intenso, scandito da diverse elaborazioni e qualche incidente di percorso, oggi è in fase di ripristino e non vede l’ora di tornare a correre.

Una roadster leggera, simpatica, spartana e a buon mercato: lanciata nel 1958, la Sprite – subito conosciuta come Frog Eye (occhi di ranocchio, a causa dei fari sporgenti su una mascherina che pare una bocca sorridente) – fu subito un successo. Fu il secondo modello, dopo la 100, ad essere commercializzato con il marchio Austin Healey, frutto dell’accordo tra BMC, British Motor Corporation, e Donald Healey. Ma se la stragrande maggioranza delle Sprite era destinata a un pubblico giovane, alcuni telai (come su tutte le sportive inglesi dell’epoca, il telaio a longheroni era separato dalla carrozzeria) passarono dalla Donald Healey Motor Company, Cape Works, a Warwick, e dal BMC Competition Departmentad Abingdon, da dove erano uscite le celebri MG “works” e dove alcuni anni più tardi avrebbero preso vita le ancor più vincenti Mini da corsa.


Elaborata dalla Casa.
 È questa la sorte toccata alla Frog Eye protagonista del nostro servizio che, nel 1959, fu destinata a competere nei rally: è una “works” (letteralmente fabbrica, officina), termine che i britannici usano per indicare una vettura ufficiale della Casa costruita per le competizioni. Al posto del motore di serie da 948 cm³, su questa Sprite ne fu montato uno leggermente maggiorato, con cilindrata di 976 cm³ che ne dichiara la destinazione, cioè i rally, mentre quelle destinate alla pista disponevano di un propulsore da 998 cm³.

Pensata per le corse. Rispetto al modello di serie, la cura di Donald Healey e del suo team prevedeva valvole allargate, volano alleggerito, lucidatura ed equilibratura di vari componenti, oltre all’adozione di un carburatore doppio corpo Weber 45 DCOE: il tutto per una potenza di circa 102 CV, contro i 43 della versione di serie. Il BMC Competition Department iscrisse le proprie Sprite alle maggiori competizioni di quegli anni, con diversi successi, tra i quali quello ottenuto da John Sprinzel e Willy Cave all’Alpine Rally del 1958.

In Italia finisce in ottime mani. Ad acquistarla in Inghilterra e a portarla in Italia negli anni Ottanta, allo scopo di partecipare alle competizioni per gentlemen drivers, fu Luca Grandori, ideatore e direttore di innumerevoli riviste, tra le quali Dove, Gulliver, Carnet, Qui Touring, Autocar e Autocapital, prima rivista dedicata al “lusso” dell’automobile. Proprio mentre si trovava al timone di Autocapital, Grandori importò la sua Sprite. Per farla restaurare e preparare, Grandori non si accontentò di un’officina qualsiasi. Complice il rapporto d’amicizia con Giuseppe Lucchini, il patron della Scuderia Italia, che in quegli anni esordiva in Formula 1 come costruttrice della BMSBrixia Motor Sport (con telai Dallara e motori Ford-Cosworth), la Frog Eye fu portata a Brescia e quindi affidata alle mani esperte del team condotto da Remo Ramanzini alla Mirabella Mille Miglia, dove venivano approntate le monoposto di F1.

Corre in pista e nelle cronoscalate. Restauro e preparazione avvennero sotto la diretta supervisione del British Motor Heritage e del BMC Special Tuning. Sfortunatamente, tutta l’abbondante documentazione relativa alla costruzione e al passato sportivo di questo esemplare, utilizzata per il primo restauro, è andata successivamente perduta. Invariata nella carrozzeria, l’auto fu completamente rifatta nella meccanica, consentendo a Grandori di ben figurare sia in pista sia in salita. Dopo che Grandori la vendette, la Sprite subì un paio di passaggi fino al 2008, quando fu acquistata da un pilota noto nel mondo delle cronoscalate per auto storiche, Giorgio Taglietti. Come primo problema, il medico bresciano dovette risolvere quello del rinnovo della Fiche per le competizioni. La vettura possedeva una fiche di identità FIA CSAI rilasciata nel 1984, che omologava la vettura come GTS 1000 del periodo E.

Restauro a regola d’arte. Tuttavia, i regolamenti nel frattempo erano cambiati e la vettura è stata nuovamente del tutto restaurata nella meccanica, solo con pezzi originali. L’unica modifica sostanziale ha riguardato il roll-bar, di tipo non più omologato; per alloggiarne uno nuovo, Taglietti dovette far modificare l’hard-top, alzandolo. In seguito, tenuto anche conto che nelle gare in salita, al contrario dei rally, è più conveniente correre con la vettura aperta, è stato installato un secondo roll-bar monoposto, dietro al pilota. Quanto alla carrozzeria, si è proceduto alla pulitura e sabbiatura dell’intero abitacolo e vano bagagli, del sottoscocca e del vano motore, ripristinando i particolari che apparivano ammalorati e rinforzando alcune saldature; il tutto è stato quindi verniciato con il colore originale, Royal Mail Red, mentre l’esterno vettura è stato conservato nelle condizioni originali, per non perder la patina del tempo e dell’uso.

Presto sarà di nuovo in pista. Con la sua Sprite, Giorgio Taglietti ha vinto nel 2014 il Campionato Italiano della classe GT 1-E-GTP 1000, dove GT indica le vetture della categoria Gran Turismo, P sta per Prototipo ed E il periodo di costruzione, dal 1947 al 1961. Sfortunatamente, nel 2015, la Sprite subì gravi danni in uno schianto avvenuto alla Cronoscalata Cesana-Sestriere. Il nuovo proprietario sta procedendo a un laborioso intervento di riparazione e restauro.

MARCA AUSTIN HEALEY
MODELLO SPRITE MK1
ANNO 1959
PREZZO EURO 46.800
TELAIO AN 5 12486
MOTORE RACING STAGE 4
CILINDRATA 977 cc
KM INDICATI 0
OMOLOGAZIONI FIA HTP
INTERNO ROSSO
ESTERNO BLUE

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E con loro privilegia un particolare stile di vita, un mix di eleganza, sport e tempo libero, che si circonda di oggetti di passione, cerca piccole grandi emozioni di guida, forti profumi di cuoio e radica, sogna un mondo fatto di miglia e di misure non decimali. Le auto inglesi non hanno un motore ma un cuore, sono passepartout senza tempo che aiutano a stringere vere amicizie, a crescere insieme, a conoscere le leggi della meccanica e della fisica, a guidare come raffinati gentleman driver. A diventare giorno per giorno dei cavalieri che, come al tempo di re Artù e della tavola rotonda, sono un “tutt’uno con il loro cavallo”.
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